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“Se non si può misurare qualcosa, non si può migliorarla.”

Questa celebre affermazione di Lord William Thompson Kelvin, uno dei più importanti fisici e matematici della storia e inventore della scala della temperatura assoluta, continua ancora oggi ad essere uno dei principi fondamentali della gestione aziendale.

Ogni decisione importante nasce infatti da una semplice domanda:

“come faccio a sapere se sto andando nella direzione giusta?”

Molte PMI italiane prendono decisioni basandosi sull’esperienza dell’imprenditore, sull’intuito o sui risultati del bilancio dell’anno precedente. Sono elementi certamente importanti, ma oggi non sono più sufficienti. In un mercato caratterizzato da margini sempre più ridotti, costi finanziari più elevati e maggiore competitività, decidere senza misurare significa aumentare il rischio. È proprio da questo principio che nascono due strumenti oggi indispensabili:

  • il Controllo di Gestione;
  • il Controllo prospettico della Tesoreria, cioè la capacità di prevedere l’evoluzione futura della liquidità aziendale.

Entrambi rappresentano uno degli elementi centrali di un Business Assessment per imprese già operative.

 

Il problema non è quanto fattura un’azienda

Molti imprenditori identificano la salute dell’impresa con il fatturato, in realtà il fatturato racconta soltanto una parte della storia, due aziende possono avere gli stessi ricavi ma risultati completamente differenti: una genera margini, produce liquidità e finanzia la crescita, l’altra vende molto ma assorbe continuamente cassa, aumenta l’indebitamento e vive costantemente in tensione finanziaria.

La differenza non è il fatturato, è la capacità di misurare ciò che realmente determina la sostenibilità economica dell’impresa, ed è esattamente questo il ruolo del Controllo di Gestione: non serve semplicemente a produrre report, serve a trasformare i dati aziendali in decisioni.

 

Gestire significa prevedere

Esiste però un errore ancora più diffuso: molte aziende controllano il passato, poche controllano il futuro. Il bilancio arriva quando i problemi sono già realtà senza che ci si sia accorti del problema stesso. Il controllo prospettico della tesoreria, invece, permette di capire oggi quale sarà la disponibilità finanziaria tra tre, sei o dodici mesi. È un cambiamento culturale enorme.

  • Non si aspetta che manchi la liquidità.
  • Si cerca di capire con anticipo quando potrebbe accadere.

Questa capacità consente all’imprenditore di intervenire prima che la tensione finanziaria diventi una crisi, perché la cassa conta più dell’utile, una delle frasi più conosciute nel mondo della finanza recita:

“Le aziende non falliscono perché non sono redditizie.

Falliscono perché finiscono la liquidità.” Può sembrare un paradosso.

Eppure, moltissime imprese economicamente sane possono attraversare gravi difficoltà finanziarie, basta una combinazione di fattori molto comune:

  • clienti che pagano in ritardo;
  • aumento delle scorte;
  • investimenti non pianificati;
  • crescita troppo rapida;
  • incremento dei costi finanziari.

In queste situazioni molte imprese ricorrono a nuovo debito semplicemente per sostenere il capitale circolante o rimborsare finanziamenti già esistenti. Si crea così un circolo vizioso in cui il credito bancario non finanzia più lo sviluppo ma serve soltanto a mantenere in equilibrio la gestione corrente.

 

Il nuovo Codice della Crisi guarda proprio ai flussi di cassa

Non è un caso che il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza abbia introdotto l’obbligo per le imprese di dotarsi di assetti organizzativi adeguati capaci di individuare tempestivamente eventuali segnali di difficoltà.

Tra gli strumenti più importanti compare il DSCR (Debt Service Coverage Ratio), un indicatore prospettico che misura la capacità dell’impresa di generare flussi di cassa sufficienti a rimborsare il proprio debito nei successivi mesi. Un DSCR inferiore a 1 rappresenta un segnale di possibile tensione finanziaria e richiede un’attenta analisi.

In altre parole, oggi la capacità di prevedere la liquidità non rappresenta più una buona pratica manageriale, è diventata una componente essenziale della corretta gestione aziendale.

 

Le difficoltà delle PMI italiane

Nonostante l’importanza del tema, il controllo prospettico della gestione finanziaria rimane ancora poco diffuso nelle PMI. Molte aziende continuano a verificare il saldo del conto corrente come principale indicatore della propria situazione finanziaria.

Il problema è evidente:

  • Il saldo bancario descrive ciò che è accaduto ieri.
  • Non ciò che accadrà domani.

Nel frattempo, aumentano i segnali di fragilità del sistema imprenditoriale italiano. Gli Osservatori Cerved evidenziano una crescita delle procedure concorsuali e delle situazioni di crisi, mentre l’aumento del ricorso agli strumenti di prevenzione conferma quanto sia diventata fondamentale l’individuazione anticipata delle tensioni finanziarie. In questo contesto, pianificare la liquidità significa ridurre il rischio prima che diventi un problema.

 

Misurare significa decidere meglio

Il Controllo di Gestione e il Controllo della Tesoreria non servono soltanto al direttore finanziario, sono strumenti che aiutano l’imprenditore a rispondere ogni giorno a domande decisive.

  • Possiamo sostenere questo investimento?
  • Quando avremo bisogno di nuova finanza?
  • Quali clienti stanno assorbendo più liquidità?
  • Quanto margine produce realmente ogni linea di business?
  • Quale decisione migliora davvero il valore dell’azienda?

Quando queste informazioni sono disponibili, le decisioni diventano più rapide, più consapevoli e meno dipendenti dall’intuito.

 

Il Business Assessment come punto di partenza

In Studio ICBA consideriamo il Controllo di Gestione e il Controllo prospettico della Tesoreria due pilastri fondamentali del Business Assessment dedicato alle PMI. Prima di individuare nuove opportunità di crescita è necessario comprendere come funziona realmente l’azienda.

Misurare e controllare margini, costi, flussi di cassa e sostenibilità finanziaria significa costruire una base solida sulla quale sviluppare investimenti, innovazione e nuovi progetti, ancora più importante per Studio ICBA è trasferire questa cultura in azienda e formare il personale esistente anche creando tool informatici adatti allo scopo.

Perché la crescita non dipende soltanto dalla qualità delle idee, dipende soprattutto dalla capacità di trasformarle in risultati misurabili.