Ogni impresa nasce da un’intuizione.
Può essere un’idea che prende forma davanti a un foglio di carta, una conversazione tra soci, una richiesta ricevuta da un cliente oppure l’esperienza maturata in anni di lavoro. È così che nascono le startup, ma è anche così che si trasformano le PMI quando decidono di sviluppare un nuovo prodotto, entrare in un nuovo mercato o ripensare il proprio modello di business.
L’intuizione rappresenta il momento più creativo dell’attività imprenditoriale. È il punto in cui qualcuno immagina un futuro diverso da quello che esiste oggi e decide di mettersi in gioco per costruirlo. Ma proprio perché ogni progetto e/o impresa nasce da un’intuizione, è facile commettere un errore tanto comune quanto pericoloso: confondere un’idea con una decisione.
- Un’idea è una possibilità.
- Una decisione è una responsabilità.
Tra queste due parole esiste un percorso che molte aziende affrontano in modo intuitivo, affidandosi esclusivamente all’esperienza, mentre altre scelgono di costruire un metodo che permetta di ridurre il rischio, aumentare la qualità delle decisioni e trasformare la crescita in un processo governabile. È proprio qui che nasce il Decision Engineering.
In Studio ICBA utilizziamo questo termine per descrivere il processo attraverso il quale trasformiamo intuizioni, dati, analisi ed esperienza in decisioni strategiche più consapevoli. Non significa sostituire l’imprenditore nelle sue scelte, né pretendere che un algoritmo possa decidere al posto delle persone. Al contrario, significa valorizzare l’intuito imprenditoriale, mettendolo nelle condizioni migliori per confrontarsi con il mercato, con i numeri e con la realtà operativa dell’impresa ma soprattutto mantenendo la persona al centro della strategia.
Nel corso degli anni abbiamo imparato che startup e PMI, pur vivendo situazioni molto diverse, condividono spesso la stessa esigenza. Le prime devono capire se un’idea possiede davvero le caratteristiche per trasformarsi in un’impresa sostenibile. Le seconde devono affrontare percorsi di crescita, innovazione o cambiamento che richiedono decisioni sempre più complesse. In entrambi i casi la domanda è sorprendentemente simile.
Da dove cominciamo?
Questa è la domanda che i nostri clienti ci rivolgono più frequentemente, la risposta che diamo raramente coincide con quella che il cliente si aspetta.
- Non iniziamo scrivendo un Business Plan.
- Non iniziamo progettando una campagna di marketing.
- Non iniziamo nemmeno parlando di raccolta fondi.
- Iniziamo cercando di capire.
Per comprendere un’azienda bisogna osservare il contesto nel quale opera, le persone che ne fanno parte, gli obiettivi che desidera raggiungere e le risorse di cui dispone. Bisogna individuare ciò che rappresenta un’opportunità e ciò che invece costituisce un limite alla crescita. Solo dopo questa fase è possibile costruire un percorso realmente efficace. Per questo motivo il Decision Engineering non è una consulenza tradizionale. È un metodo di lavoro, un percorso che accompagna l’impresa dalla prima intuizione fino alla costruzione di un’organizzazione capace di crescere in autonomia.
Ed è proprio questo percorso che abbiamo deciso di raccontare attraverso questa nuova serie di articoli.
Nelle prossime settimane entreremo progressivamente all’interno del metodo, mostrando come ciascuna fase contribuisca a ridurre il rischio delle decisioni e ad aumentare le probabilità di successo di un progetto imprenditoriale. Non ci limiteremo a descrivere strumenti o modelli teorici. Racconteremo come vengono applicati nella pratica, quali problemi risolvono e perché rappresentano elementi fondamentali per startup e PMI che desiderano costruire una crescita sostenibile.
Il percorso sarà composto da dieci tappe.
- La prima riguarderà l’analisi della Business Idea o dei progetti di Business Growth, perché ogni decisione nasce sempre da una visione che deve essere compresa prima ancora che valutata.
- Successivamente entreremo nel mondo della Validation, dove vedremo come il Problem/Solution Fit, il Product/Market Fit e lo sviluppo di un MVP permettano di verificare se il mercato è realmente disposto ad accogliere un nuovo prodotto o servizio.
- Il terzo capitolo sarà dedicato al Business Design, la fase nella quale Business Model Canvas, pricing, ricavi, costi e pianificazione economico-finanziaria iniziano a trasformare un’idea in un modello di business sostenibile.
- Affronteremo poi il Go To Market, analizzando come costruire una strategia commerciale, di marketing e di posizionamento che permetta di entrare sul mercato con obiettivi chiari e misurabili.
- Vedremo come nasce un Business Deck professionale, quali documenti sono realmente necessari per dialogare con investitori, banche e partner e perché Business Plan, Financial Plan, Executive Summary e Pitch rappresentano strumenti diversi, ma complementari.
- Dedicheremo un intero capitolo al Fundraising, affrontando la finanza bancaria, la finanza agevolata e gli investimenti in equity, spiegando come prepararsi prima ancora di incontrare un investitore.
- Entreremo poi nella fase di Temporary Management e Knowledge Transfer, che rappresenta uno degli elementi distintivi di Studio ICBA. Il nostro obiettivo non è sostituirci alle persone che lavorano in azienda, ma trasferire competenze, introdurre strumenti come il controllo di gestione e il controllo prospettico dei flussi di cassa e creare una cultura manageriale che continui a produrre valore anche dopo la conclusione del nostro intervento.
- Parleremo quindi della costruzione del management, mostrando come individuare le competenze necessarie, coprire temporaneamente ruoli strategici e accompagnare l’azienda nella crescita della propria struttura organizzativa.
- Infine, racconteremo, negli ultimi 2 articoli, come si conclude un progetto di consulenza secondo il nostro metodo. Il vero successo non coincide con la permanenza del consulente in azienda, ma con il momento in cui l’organizzazione diventa autonoma, continua a utilizzare gli strumenti introdotti e mantiene un rapporto di confronto periodico attraverso attività di follow-up.
Questa è la filosofia che guida il Decision Engineering:
non una consulenza che crea dipendenza ma
un metodo che costruisce autonomia.
Perché il nostro obiettivo non è prendere decisioni al posto degli imprenditori; è aiutarli a costruire un’organizzazione capace di prendere decisioni sempre migliori, anche quando noi non saremo più seduti al tavolo insieme a loro.
Questo è il percorso che iniziamo oggi e, come ogni percorso importante, parte da una domanda molto semplice:
Da dove cominciamo? Dal primo passo.
Ecco il programma degli articoli previsti:
Introduzione (questo articolo)
- Business Idea o Business Growth Assessment
- Validation
- Business Design
- Go To Market
- Business Deck
- Fundraising
- Temporary Management e Knowledge Transfer
- Costruzione del Management
- Autonomia e Follow Up
- Decision Engineering Results